Coyoacán, perla colorata di Cittá del Messico



Unica, sorprendente, contraddittoria e vivace come nessuna, Città del Messico è sicuramente una delle metropoli più interessanti dell’intero continente americano e senza dubbio la regina indiscussa del Centro America.


Un concentrato di arte, architettura, storia, cultura, gastronomia, quartieri dalle identità uniche e a volte così diversi gli uni dagli altri, un’infinita varietà di vicende umane, dai diretti discendenti degli antichi abitanti di Tenochtitlan (vecchio nome azteca della capitale) a quelli che, provenienti da paesi lontani, si sono prima innamorati e poi stabiliti definitivamente in questa città dal forte potere attrattivo.


Tuttavia una metropoli così complessa e articolata non può nascondere anche l’altro versante della medaglia, quella faccia più oscura fatta di caos, inquinamento, complessa stratificazione sociale che, insieme all'alienazione tipica delle città immense, alimenta la crescita di fette estremamente povere della popolazione.


Tutte queste caratteristiche, le une antitetiche rispetto alle altre, convivono ormai da anni in un equilibrio che in qualche modo tiene in piedi questo sistema pachidermico e che indubbiamente riesce a conferirgli quel tocco di magia e unicità che alla fine porta inevitabilmente ad amare o odiare questo agglomerato di nove milioni di abitanti e fondato circa 7 secoli or sono grazie ad una divina profezia ricevuta dai lontani Mexica (nome nahuatl con cui gli Aztechi si riferivano a loro stessi).


Un fattore importante da considerare quando si viene a Cittá del Messico è la scelta del quartiere in cui alloggiare; ve ne sono molti e con caratteristiche differenti.


Per citarne alcuni: il Centro Storico, ubicato nel cuore della cittá, in cui si trovano la piazza centrale (Zocalo) e la cattedrale principale della città, Colonia Roma, una zona dal carattere bohemien, dall'atmosfera placida e rilassata, Colonia Condesa, elegante ma non troppo, qui si respira un’aria europea ed è un vero piacere passeggiare per le sue strade, Polanco, il quartiere che si sta avviando ad essere uno dei più all'avanguardia e contemporanei dell’intera area urbana, San Angel, zona residenziale ricca ed ordinata, in cui risiedono molti benestanti della capitale, Coyoacán, il quartiere degli artisti, quello che ha dato i natali a Frida Kahlo, distante dal centro, vive di una sua atmosfera tranquilla e quasi senza tempo e a volte è difficile pensare che tale luogo sia ubicato in una metropoli così estesa e caotica.


Abbiamo scelto, dopo un’accurata ricerca, di stabilire la nostra residenza proprio a Coyoacán per i dodici giorni di permanenza nella capitale centroamericana. Sono state le sue caratteristiche ad attirare da subito la nostra attenzione e l’idea di poter iniziare e chiudere le giornate in un luogo senza tempo e lontano dal caotico centro, dove ricaricare le batterie e potersi rifugiare ogni volta vi fosse stato il bisogno di camminare e respirare con lentezza, contemplando le sue stradine tranquille e colorate, ammirando l’incedere calmo e ordinato degli abitanti del luogo concentrati attorno al fulcro del quartiere rappresentato da Plaza Hidalgo.



Uno scorcio di Coyoacan


Plaza Hidalgo
Plaza Hidalgo

Plaza Hidalgo



Camminare per le sue strade già nel primo giorno di permanenza, intenti nell'esplorazione dell’area, è stato una continua conferma della scelta felice che avevamo fatto nell'eleggerla a nostra dimora.


È stato un po’ difficile familiarizzare con la pronuncia della strada in cui era ubicato il nostro B&B, Calle Xicoténcatl, ma quando il nome ha iniziato a fluire dalle nostre bocche e abbiamo anche capito che lo stesso era appartenuto ad un guerriero Tlaxcalteca che si oppose all’alleanza con gli spagnoli pagando questa scelta con la vita, in noi è contestualmente cresciuto un senso di fierezza e rispetto per l’indirizzo a cui aravamo stati destinati.


Coyoacán, come molti quartieri della capitale e praticamente come tutti i paesini messicani, presenta un vivace e colorato mercato rionale in cui ho provato per la prima volta l’esperienza culinaria con le chapulines, al secolo cavallette. Il battesimo è stato accompagnato dall'incitamento degli avventori del mercato che si sono improvvisati miei supporter per questa piccola goliardica impresa.


Mercato di Coyoacan


Le strade attorno al mercato




La passeggiata è continuata alla volta di quello che è il vero cuore del quartiere, Piazza Hidalgo con il suo Jardín Centenario in cui è presente la famosa Fuente de los Coyotes.


La fontana, ornata con le statue di 2 Coyote, descrive perfettamente la storia di questo luogo che era appunto abitato da tali animali in antichità (Coyoacán significa "il luogo dei coyote" nella lingua nahuatl).


Fuente de los Coyotes

Sempre nell'area della piazza si erge la più emblematica chiesa del quartiere, quella intitolata a San Giovanni Battista, mentre a pochi isolati si incontra un piccolo gioiello di costruzione ecclesiastica, la Iglesia de la Conchita.


La storia di questa chiesetta è davvero interessante, infatti si narra che sia la più antica della regione e la cui costruzione sia stata voluta direttamente da Hernan Cortes che qui fece celebrare la prima  messa cattolica da quando nel 1521 si era insediato tra le mura della allora capitale Azteca. 

In effetti, osservando la facciata, si nota come parte di essa sia davvero antica e di pregevole fattura.


Iglesia de la Conchita


Sono tanti dunque gli angoli preziosi di Coyoacán, ma senza dubbio è la casa della celebre pittrice Frida Kahlo, a cui questo quartiere ha dato i natali, a raccogliere la maggior densità dei visitatori di questa zona.


Frida, vissuta nella prima metà del’900, è divenuta famosa grazie ad uno stile pittorico molto originale, fatto di immagini crude e dirette, spesso espressione delle sofferenze patite nel corso di una vita drammaticamente segnata da un incidente in tram avvenuto in gioventù.

La sua celebrità è stata acuita dalla storia d’amore con il pittore Diego Rivera, uno dei massimi esponenti dell’arte pittorica muralista messicana.


La casa di questa artista, sita appunto a Coyoacán, è stata convertita in un museo molto visitato dove è possibile ammirare (oltre ad una piccola parte delle sue opere) molti oggetti, abiti, accessori ed elementi d’arredo che l’hanno accompagnata nel corso dei suoi anni.


L’edificio è iconico ed una caratteristica che resta impressa nel visitatore è l’azzurro misto a elementi porpora delle sue pareti esterne, colori tanto cari a Frida e che si ripetono anche nella casa che ella ha condiviso con Rivera, ubicata nel quartiere di San Angel e anch'essa adibita a museo.



                       










Immagini relative al museo Frida Kahlo



 Il luogo del Coyote è dunque ricco di arte, casette colorate e ben decorate, un brulicare di persone sempre ordinato e rispettoso, giardini e tantissimi punti di ristoro dove provare i gusti della cucina messicana, dalle tortillas preparate in svariati modi (le mie preferite sono gli Alambres cucinati nella piccola bottega “Los Canarios”), alle Quesadillas, ai Churros.

 


I ricordi di un vecchio viaggio fatto qui nel 2011 con due amici fraterni, Federico e Nicola, mi ha spinto a ricercare i luoghi del quartiere che avevamo già visitato ed impressi in foto in quell’occasione; in particolare mi sono lanciato alla ricerca di un ristorantino tipico in cui avevo lasciato ricordi piacevoli e ancora vividi: El Tizoncito. Con l’aiuto in remoto dall’Italia dei miei fratelli e tanto camminare intorno a piazza Hidalgo, finalmente io e Carolina troviamo il ristorante in cui, oltre a mangiare per rivivere l’atmosfera dei giorni passati qui con gli amici, ci siamo lanciati nella simulazione di una foto che mi ritrae all’ingresso del ristorante e che avevo scattato nel 2011, per farne una nuova versione ad otto anni di distanza e creare una goliardica comparazione.


Il risultato non è stato affatto male, certo non all'altezza di una esposizione fotografica, ma il divertimento nel farla e il ricordo dei momenti trascorsi qui con gli amici non hanno avuto prezzo.




Al Tizoncito a distanza di otto anni :)


Oltre alla bellezza ed al piacere che ti vengono trasmessi dal vivere questo quartiere, vi sono stati due elementi degni di nota e che hanno reso superlativa la nostra permanenza: la casa in cui abbiamo vissuto e la sua proprietaria, Angelita, una donna straordinaria, piena di vitalità e forza d’animo, con cui abbiamo instaurato un rapporto bellissimo diventando praticamente suoi figli adottivi.



Con Angelita e la sua dolce Perrita


Non spenderò ulteriori parole per descrivere le buone vibrazioni trasmesse da Coyoacán e le dense esperienze che esso offre, ma posso dire con certezza che se si è alla ricerca di un luogo sa esprimere bene una propria anima e identità, un misto di folclore, arte e tranquillità, questo è proprio il luogo del Coyote, piccola e preziosa perla colorata nell’immenso e caotico mare urbanizzato di Città del Messico


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